Jobs Dikta(c)t – Impressioni sulla serata

foto jobsdiktact
di Luca Frosini

Un’occasione per “disboscare” un tema complesso, affrontandone con dovizia di particolari i numerosi effetti dal punto di vista giuridico, politico e sindacale, a nemmeno due mesi dall’approvazione parlamentare dei suoi primi provvedimenti: si può riassumere così Jobs Dikta(c)t, l’evento organizzato dal PCdI Como nella serata di giovedì 7 maggio presso il salone Lissi e che ha visto come relatori Gianluca Giovinazzo, il segretario della Fiom comasca Ettore Onano e Vladimiro Merlin, segretario del PCdI regionale.

Moderati dal redattore di Ecoinformazioni Luca Frosini ed introdotti dal responsabile cittadino Andrea Cazzato, i vari ospiti hanno potuto fornire un’ampia panoramica del progetto di riforma dell’attuale inquilino di Palazzo Chigi, dalle sue derive “legali” e sindacali e arrivando a considerazioni più squisitamente politiche.

Gianluca Giovinazzo, avvocato,  esponente di Libera e dirigente del Prc lariano, ha infatti posto l’accento sulle perversioni che il Jobs Act sta avendo sulla già caotica legislazione italiana sul lavoro, tra il fantomatico contratto a tutele  crescenti e il conseguente dumping generazionali tra vecchi e giovani lavoratori, in un mercato del lavoro reso ancora più rigido proprio dagli effetti di queste nuove norme: se ad un ventenne non conviene cambiare impiego proprio per evitare il rischio di ritrovarsi senza paracadute, dove finisce il mito della mobilità nordica sbandierata dai promotori della Legge?

Più “pratico”, potendo toccare con mano come si vive in molti posti di lavoro in Italia e nel comasco, è risultato invece il contributo di Ettore Onano, segretario locale di quella Fiom da sempre in prima linea nella lotta per i lavoratori: per Ettore il Jobs Act arriva alla fine di un percorso partito almeno vent’anni prima, e che vede Renzi e il di lui culto come una naturale evoluzione. La situazione rimane quindi molto difficile, in un Paese che reagisce con crescente rassegnazione alle continue notizie di chiusure, dismissioni e licenziamenti, immerso in un panorama asfittico e che quindi necessita di nuovi modi d’azione politica, come può essere il progetto di coalizione sociale recentemente lanciato da Maurizio Landini ad un ampio spettro di associazioni, partiti e personalità pubbliche.

E politiche sono state anche le considerazioni di Vladimiro Merlin, segretario lombardo del PCdI, uomo di lunga esperienze nelle istituzioni milanesi e della sinistra meneghina. Vladimiro in particolare ha mostrato la piena concordanza del Jobs Act in un progetto di progressiva distruzione dei cosiddetti corpi intermedi, che ha radici lontane (dal referendum sulla scala mobile dei primi anni ottanta, prima grande sconfitta del sindacalismo italiano nel Dopoguerra) e che vede come ulteriori teste di ponte il disegno di legge sulla “Buona Scuola”, contro di cui sono scese recentemente in piazza migliaia di persone costringendo l’esecutivo ad un parziale dietro front, la nuova legge elettorale e la minacciata riforma del Senato, non così lontana dalla sua definitiva approvazione.

Una situazione di difficile lettura quindi, in un panorama che vede un Sindacato non esente da errori ed indebolito da pratiche consociative diventate negli anni scorsi quasi abituali, ed allo stesso tempo un fronte “sinistroide” frammentato e chiamato ad una difficile opera di ricomposizione. E proprio questo il messaggio, dopo un interessante dibattito con il pubblico accorso in sala, che ha portato le sue esperienze e le sue impressioni sull’argomento, che hanno avuto lasciare gli ospiti, concordi anche su punto di speranza per il futuro: solo un ampio schieramento può affrontare la valanga in arrivo, nel rispetto delle reciproche differenze.

You may also like...

Lascia un Commento